Murasaki Shikibu, l’autrice del Genji monogatari

Murasaki Shikibu

Murasaki Shikibu, Nishiki-e di Komatsuken, ca. 1765

Le informazioni a nostra disposizione su Murasaki Shikibu 紫式部, autrice del Genji monogatari, sono scarse e frammentarie: anche il suo vero nome ci è ignoto. Lo pseudonimo con cui è conosciuta deriva da un importante personaggio femminile del romanzo (Murasaki, appunto) e da uno dei titoli conseguiti dal padre durante la sua carriera a Corte (Shikibu no Daijō).

La dama faceva parte di un ramo decaduto del clan dei Fujiwara, che all’epoca di fatto governava il Giappone grazie ad un’accorta politica matrimoniale.

I suoi predecessori furono degli apprezzati letterati: il bisnonno Kanesuke e il nonno Masatada videro le proprie poesie pubblicate nelle antologie imperiali, mentre il padre Tametoki si interessò principalmente di classici cinesi.

Le date di nascita e morte di Murasaki non sono state stabilite con certezza; per la nascita è generalmente accettato con approssimazione il 973, mentre la morte potrebbe essere sopraggiunta nel 1014 oppure tra il 1025 e il 1031.

In seguito alla scomparsa della madre quando era ancora bambina, Murasaki fu allevata dal padre, che le impartì un’educazione all’epoca insolita per una donna, comprendente lo studio dei classici cinesi.

Nel 996 Tametoki fu nominato Governatore di Echizen e si trasferì in quella remota provincia con la figlia; nel 998 la giovane tornò alla capitale per sposare Fujiwara no Nobutaka, un uomo dell’età di suo padre che aveva già altre mogli e concubine.

Secondo la tradizione il matrimonio fu felice, per quanto breve: Nobutaka morì infatti durante un’epidemia nel 1001. Dall’unione nacque nel 999 una bambina, che sarebbe poi diventata la balia del futuro Iimperatore Goreizei.

L’ingresso a Palazzo al servizio dell’Imperatrice Shōshi, prima consorte dell’Imperatore Ichijō e figlia del potente Fujiwara no Michinaga, avvenne probabilmente nel 1006. La vita a Corte non fu un’esperienza particolarmente piacevole per Murasaki, come confessa lei stessa nel suo diario[1].

Nel 1011 Tametoki partì per Echigo in seguito ad un incarico governativo; nello stesso anno morì l’Imperatore Ichijō e Shōshi si ritirò con le sue dame al Biwa-dono, una residenza imperiale, dove probabilmente la seguì anche Murasaki.

Gli ultimi anni di vita dell’autrice del Genji monogatari sono avvolti nella nebbia: potrebbe essere morta intorno al 1014, quando suo padre tornò improvvisamente da Echigo prima della fine del suo incarico, oppure essere rimasta a servizio dell’ex Imperatrice fino al 1031, anno in cui il nome della scrittrice non compare tra le dame che accompagnarono Shōshi nel suo pellegrinaggio al santuario di Sumiyoshi.

La stesura del Genji monogatari iniziò dopo la morte di Nobutaka, tra il 1002 e il 1003, e al tempo del suo ingresso a Corte Murasaki aveva già scritto buona parte dell’opera; forse è proprio grazie alla popolarità del suo lavoro che Michinaga la scelse per istruire la figlia.

[1] Murasaki Shikibu, The diary of Lady Murasaki, Trad. di R. Bowring. London: Penguin Books, 1996. (p. 56)

Tratto dalla mia tesi di laurea “Spiriti vendicativi: l’influenza di Rokujō no Miyasudokoro su Maschere di donna di Enchi Fumiko”