Capitolo 49 – Yadorigi

yadorigi
immagine da Masao Ebina

PERSONAGGI PRINCIPALI

Seconda Principessa: figlia del Quarto Imperatore e di una consorte
Quarto Imperatore
Kaoru
Yugiri
Roku no Kimi
Niou
Kozeri
Ukifune 浮舟: figlia illegittima del principe Hachi, sorellastra di Kozeri e Agemaki
Ben no Kimi
Kobai

RIASSUNTO DEL CAPITOLO

L’Imperatore, preoccupato per il destino della Seconda Principessa rimasta orfana di madre, vorrebbe offrirla in moglie a Kaoru, che però finge di non cogliere le allusioni del sovrano.
Yugiri fa ancora pressione su Niou perché sposi Roku no Kimi e il giovane è infine costretto a cedere; la nuova consorte gli fa da subito una buona impressione e, un po’ per dovere e un po’ per piacere, passa molto tempo insieme a lei lasciando sola Kozeri.

La fanciulla di Uji soffre molto la nuova situazione, inoltre si scopre incinta e si sente costantemente indisposta. Presa dal desiderio di tornare al paese natale contatta Kaoru perché la aiuti, ma il giovane non se la sente di agire alle spalle di Niou. Si accorge però di essere sempre più vicino emotivamente a Kozeri, ultimo legame rimastogli con Agemaki, e durante l’assenza di Niou le confessa i propri sentimenti. Niou, quando viene a conoscenza della visita, è preso dalla gelosia e accusa Kozeri. Questa, affezionata all’amico ma spaventata dall’idea di perdere l’amato, rivela a Kaoru l’esistenza di una sorella illegittima, Ukifune, incredibilmente somigliante ad Agemaki.
Kaoru, recatosi a Uji per coordinare i lavori di riqualificazione di un’ala della casa in cappella, ricorda con nostalgia i vecchi tempi confidandosi con Ben no Kimi. Dopo averle chiesto informazioni su Ukifune la prega di escogitare un modo per fargliela incontrare.
La gravidanza di Kozeri giunge felicemente a termine e la dama partorisce un bambino, la cui nascita è accolta con fasto e regali prezioni provenienti dalle personalità più in vista a Corte.
Poco dopo si celebra il matrimonio tra Kaoru e la Seconda Principessa, unione criticata da chi, come Kobai, non trova giusto sposare una figlia dell’Imperatore a qualcuno che non fa parte della famiglia reale.
Dopo le nozze la principessa si trasferisce presso gli alloggi di Nyosan; Kaoru, pur ammirandone la bellezza, non sa togliersi dalla testa Agemaki.
Tornato a Uji per una visita si imbatte in Ukifune, che fa tappa alla tomba del padre dopo un pellegrinaggio. Immediatamente estasiato dalla somiglianza tra la ragazza e l’amata che ha perso, incarica Ben no Kimi di informarla sui suoi sentimenti.

COMMENTO

In questo capitolo è introdotto il personaggio di Ukifune, una delle dame più sfortunate del romanzo, figura tragica e complessa il cui nome, “barca fluttuante”, racchiude bene il destino che la attende. Avvicinata da Kaoru, ancora ossessionato dal ricordo di Agemaki, sarà poi combattuta tra lui e Niou, sempre a caccia di nuove sfide. La sua reazione sarà decisa e le sue scelte definitive, ma dessuno dei due amanti sarà mai in grado di comprendere i suoi sentimenti.

CITAZIONI

Il pensiero di aver tollerato che questo suo grande amore – sola profonda e durevole passione della sua vita, di questo era sicuro – finisse come era finito, sterile e non consumato, distruggeva ogni sua speranza di felicità. (p. 198)

In sostanza, per quanto riguardava le sue relazioni con gli altri esseri, concluse, la sua vita era stata un fallimento totale, e forse non sarebbe mutata mai. Aveva una quantità di relazioni, gente con la quale era piacevole intrattenersi, dipendenti che era assuefatto a vedersi attorno, a qualcuno dei quali era in certo qual modo piuttosto affezionato. Ma tra tutti non vi era un’anima con la quale si trovasse in intimità. (p.200-201)

“Più bello non potrebbe essere,” bisbigliarono le dame più giovani. “Gran peccato che prenda tutto così sul serio!” (p. 202)

Sinceramente posso dire di non aver mai avuto alcun proposito di carriera brillante dal punto di vista mondano. Ma ho sempre avuto l’idea che fosse possibile attraversare la vita senza i violenti strappi coi quali tanta gente distrugge la propria salute e la propria felicità. È piuttosto strano rinunciare alle mie ambizioni proprio in questo momento. Perché, sia per la morte di Agemaki che per la follia commessa nei vostri confronti, difficilmente potrei trovarmi più agli antipodi dal mio ideale di tranquillità. Eppure, tutt’intorno a me vedo gente in autentiche angustie: chi perde l’impiego e così via… e non posso far a meno di pensare che hanno molto maggior diritto di me di sentirsi infelici. (p. 203)

E si è capito che, se un avvenimento tanto tragico quanto la morte di Ghengi (sic) poteva dileguarsi a quel modo dalla memoria di ognuno, non deve esistere, per fortuna del mondo, alcun affanno che il tempo non possa cancellare. (p. 204)

… quella era gelosia, il sentimento di cui tanto aveva sentito parlare, e che aveva fatto voto non dovesse mai attraversare la sua vita: gelosia, il massimo tormento che l’anima umana possa mai esser chiamata a sopportare! (p. 207)

Una volta ancora giurò di amarla in questa vita e in tutte quelle a venire. Ma mentre lo ascoltava, ella non poté trattenersi dal riflettere che per quanto breve fosse la vita attuale egli aveva trovato il modo di spezzarle il cuore, e non poteva proprio attendere con sicurezza e fiducia la loro unione in una serie di esistenze future. (p. 210)

Non dovreste proprio seguitare a starvene lì distesa, quando vi sono delle cose tanto belle da contemplare. Vedreste che vale la pena di alzarsi presto nelle belle mattine. Io conosco bene le ore dell’alba, e non già perché rincasi furtivamente sul far del giorno. Ho dormito molto male questi ultimi tempi, tormentato da ogni sorta di dubbi e preoccupazioni per questa vita e per quella a venire: la mia unica consolazione consiste nel non aver perso, come tanti altri, la bellezza delle ore del primo mattino. (p. 215)

E veramente non è difficile affrontare il pensiero che, tanto noi quanto quelli che amiamo, dobbiamo alla fine tornare in polvere. Quel che ossessiona è il pensiero di esser lasciati indietro, come è accaduto a me, ora… (p. 234)

Sarebbe morto, ormai lo sapeva con certezza, sempre legato a quella strana invincibile devozione che fin dal primo giorno gli aveva portato solo disperazione. Soltanto in una vita futura, se avesse potuto giungere a una illuminazione che lo facesse capace di comprendere la causa prima del suo destino, soltanto allora sarebbe finalmente riuscito a liberarsene. (p. 250)

Capitolo 48

Poesie dal Capitolo 49

Capitolo 50

2 thoughts on “Capitolo 49 – Yadorigi

  1. Chiyoko says:

    Ukifune! L’ho letta nel Sarashina Nikki, la cui protagonista si identifica in lei…povera, se è davvero stata così sfortunata come dici (e come il nome fa presagire)…

    • Il nome è quanto di più azzeccato ci fosse per lei: sarà in balia di eventi che non dipendono dalla sua volontà, e solo con molta fatica saprà allontanarsi da quella situazione.

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