Capitolo 14 – Miotsukushi

miotsukushi
immagine da Masao Ebina

PERSONAGGI PRINCIPALI

Genji
Kokiden
Imperatore Suzaku
Oborozukiyo
Ryozen: l’Erede Legittimo diventato Imperatore dopo l’abdicazione di Suzaku
Fujitsubo
– Ex Ministro della Sinistra, ora eletto Primo Ministro
To no Chujo
Yugiri (夕霧): figlio di Genji e Aoi
Dama di Akashi
Ex Governatore di Akashi
Principessa di Akashi (明石中宮 Akashi no chūgū): figlia di Genji e della Dama di Akashi
Murasaki
Dama del Villaggio dei Fiori Caduchi
Hyobukyo
Rokujo
Akikonomu

RIASSUNTO DEL CAPITOLO

Genji riacquista presto il prestigio perduto durante l’esilio; il disappunto di Kokiden non influenza più l’Imperatore, convinto che dal trattemento ingiusto riservato al fratello fossero derivati i suoi problemi recenti.
All’approssimarsi dell’abdicazione il sovrano si preoccupa per le sorti dell’amata Oborozukiyo pur sapendo che la fanciulla aveva sempre provato dei sentimenti per un altro; nel secondo mese lascia il trono e viene incoronato il figlio di Fujitsubo mentre il titolo di Erede Legittimo passa al bambino di Suzaku e della sua prima consorte Jokyoden.
Genji diviene Consigliere di Palazzo mentre il padre di Aoi rientra nella vita politica come Primo Ministro. La sua famiglia torna così in auge e cariche importanti vengono affidate a To no Chujo e ai suoi figli. Anche Yugiri, figlio di Genji e Aoi, entra nel seguito del nuovo Principe della Corona.
Genji inizia i restauri di un padiglione a oriente del suo palazzo con l’intenzione di adibirlo a dimora per le dame che avrebbe voluto avere vicine.
Nel frattempo la Dama di Akashi partorisce una bambina; persuaso dalle previsioni dei veggenti che la figlia sarebbe diventata Imperatrice il Principe decide di portare al più presto le due alla Capitale e invia subito una balia nella provincia per aiutarle.
Racconta poi a Murasaki tutto l’accaduto suscitando nella giovane gelosie e timori, ma rincuorandola nello stesso tempo: è sempre lei la sua favorita.
Per il Cinquantesimo Giorno dalla nascita della piccola Genji invia abbondanti doni ad Akashi rallegrando il prete padre della dama.
Dopo una lunga separazione si reca poi in visita alla Dama del Villaggio dei Fiori Caduchi trovando la sua compagnia piacevole come sempre.
Fujitsubo ottiene un appannaggio da Imperatrice Madre e può dedicarsi con serenità agli uffici religiosi nonché frequentare assiduamente la Corte e intrattenersi con il figlio.
Hyobukyo, che durante l’esilio di Genji l’aveva trattato con freddezza, fatica a riacquistare le simpatie del genero e rimane perciò in una posizione politica priva di sicurezze.
Genji va in pellegrinaggio a Sumiyoshi con un enorme seguito proprio nello stesso giorno in cui vi si reca la Dama di Akashi; la fanciulla sente per l’ennesima volta la propria inferiorità, ma viene consolata da un messaggio inviatole dal Principe appena venuto a conoscenza della coincidenza.
Con il ritiro dell’Imperatore Suzaku viene designata una nuova Vergine Vestale di Ise e Rokujo torna a casa con la figlia Akikonomu. Ammalatasi gravemente si fa monaca per espiare i suoi peccati; Genji si reca commosso a farle visita e questa, ormai morente, gli affida la figlia facendosi promettere che non la farà mai divenire una sua amante. Il Principe accetta l’impegno pur consapevole che la tentazione di diventare intimo con l’avvenente fanciulla potrebbe essere forte. Dopo essersi occupato dei funerali di Rokujo si reca assiduamente in visita alla ragazza; l’ex Imperatore Suzaku, da sempre ammiratore di Akikonomu, chiede di riceverla presso di sé ma Genji, supportato da Fujitsubo, ha intenzione di presentarla a Corte per affiancare al giovanissimo Imperatore Ryozen una figura più adulta in grado di guidarlo ed educarlo.

COMMENTO

Gli astronomi una volta gli avevano predetto che avrebbe avuto tre figli, il primo e l’ultimo dei quali sarebbero finalmente saliti al Trono, mentre il secondogenito si sarebbe innalzato al grado di Primo Ministro. Avevano detto inoltre che sarebbe stata proprio la meno altolocata delle tre madri a dare alla luce la futura Imperatrice. (P. 396)
La profezia sembra avverarsi: Ryozen, il nuovo Imperatore, nonostante il mondo non ne sia a conoscenza è figlio di Genji. Questi, convinto che la bambina avuta dalla Dama di Akashi sarà Imperatrice e sentendo sempre più la mancanza della fanciulla organizza la loro partenza per la Capitale.
Il sogno del Principe è costruire un palazzo in cui ospitare le donne a cui tiene e quelle che dipendono da lui economicamente, per poterle avere tutte vicine a sé e non essere costretto a ignorarle a lungo a causa dei molti impegni a cui lo obbliga la sua rinnovata vita pubblica.
Inizia così i lavori di restauro a un padiglione situato a oriente del Nijo-in in cui potrà finalmente esaudire il suo desiderio.
Certo appare stravagante anche per l’epoca l’idea di mantenere un gran numero di dame presso la stessa residenza: il malcontento e la gelosia che potrebbero nascerne risultano evidenti.
Genji non si dà però questo tipo di pensieri e anzi rimprovera Murasaki per l’atteggiamento risentito che mostra riguardo alla storia di Akashi. Se i sentimenti della ragazza ci paiono oggi perfettamente naturali – la riterremmo anzi addirittura troppo tollerante! – non bisogna dimenticare che per il periodo Heian vicende simili erano parte della quotidianità. Sarebbe addirittura parso che il giovane Principe trascurasse un dovere se non si fosse abbandonato a qualche scappatella. (P. 78) Non bisogna quindi commettere l’errore di giudicare fatti appartenenti a un mondo completamente altro da noi con la morale e i principi dei nostri giorni.
Si tenga conto infine della sensibilità peculiare di Genji: pur coinvolto in diverse relazioni in ognuna mette tutto se stesso e all’effettivo tradimento affianca una totale fedeltà di sentimenti, che non si estingue del tutto nemmeno dopo anni. In particolare gli paiono ingiuste le accuse di Murasaki in quanto la giovane è e sarà fino alla fine il suo punto fermo, la sua compagna e alleata, l’unica a cui si sentirà indissolubilmente legato da un amore la cui intensità non cala con il passare degli anni e delle passioni.

CITAZIONI

Ecco quello che fai tu: mi attribuisci ogni sorta di sentimenti che in realtà io non ho mai provati, e poi ti arrabbi con me perché li provo. (P. 400)

Ti consiglio di spicciarti, se per caso hai intenzione di perdonarmi; la vita non dura per sempre. (P. 401)

Pareva proprio che al mondo ci fosse una quantità di gente simpatica, pensò Genji. E il curioso era che proprio questo rendeva la vita così difficile ed estenuante. (P. 405)

Un bello spettacolo o un’opera d’arte non si può gustare in altra compagnia se non quella della persona unica; e se in casi del genere tanto ci disturbano la banalità e la stupidaggine, non è certo senza significato chi si scelga a condividere rapporti tanto più intimi. (P. 412)

Capitolo 13

Poesie dal Capitolo 14

Capitolo 15

2 thoughts on “Capitolo 14 – Miotsukushi

  1. “Ti consiglio di spicciarti, se per caso hai intenzione di perdonarmi; la vita non dura per sempre. ”

    Se Genji mi avesse parlato così, per ripicca non lo avrei perdonato proprio. 😀
    La mia stima per Murasaki cresce sempre più, non dev’essere facile avere a che fare con un personaggio della levatura di Genji, certe volte…

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