Capitolo 01 – Kiritsubo

kiritsubo
immagine da Masao Ebina

PERSONAGGI PRINCIPALI

Genji (光源氏 Hikaru Genji): Figlio dell’Imperatore e di una concubina, protagonista del romanzo
Kiritsubo (桐壺更衣 Kiritsubo no Kōi, dal nome dell’ala del Palazzo in cui alloggia, letteralmente “Cortile di Paulonia”): prediletta dell’Imperatore, madre di Genji, invidiata dalle altre dame
Imperatore (桐壼のみかど Kiritsubo no Mikado): padre di Genji
Kokiden (弘徽殿女御 Kokiden no Nyōgo): prima consorte dell’Imperatore, madre dell’Erede Legittimo, figlia del Ministro della Destra
Fujitsubo (藤壺中宮 Fujitsubo no Chūgū, dal nome dei suoi appartamenti, significa “Vasca dei Glicini”): quarta figlia dell’Imperatore precedente. Somiglia a Kiritsubo ma è di classe più elevata
Ministro della Sinistra (左大臣 Sadaijin): Padrino di Genji per la sua Iniziazione, padre di Aoi
Aoi (葵の上 Aoi no ue): promessa sposa di Genji

RIASSUNTO DEL CAPITOLO

Kiritsubo, dama di straordinaria bellezza e piena di virtù, sebbene non di grado molto elevato, diviene la favorita dell’Imperatore, attirando le ire delle altre cortigiane. Ciononostante il Sovrano non si allontana da lei, che qualche tempo dopo dà alla luce un figlio incredibilmente grazioso.
Kokiden, prima consorte e madre del primogenito dell’Imperatore, teme che il nuovo nato possa usurpare il titolo di Erede Legittimo.
Abbattuta dalle angherie e dall’invidia delle altre Dame di Corte Kiritsubo cade ammalata e, dopo reiterati rifiuti, l’Imperatore acconsente a separarsi da lei per rimandarla a casa della madre, dove la fanciulla muore. Il piccolo Principe suo figlio viene allontanato dal Palazzo e affidato alle cure della nonna.
Dopo alcuni mesi il Principe, bambino di impareggiabile bellezza, torna a Corte e inizia gli studi, rivelandosi particolarmente promettente.
Essendo ancora in giovane età gli viene permesso di varcare la Regia Cortina e intrattenersi con le dame, tutte piacevolmente colpite dal suo aspetto e dalla sua grazia.
Nel frattempo l’Imperatore fa interrogare un indovino coreano giunto a Corte sul futuro del piccolo. Secondo il veggente il regno del Principe sarebbe accompagnato da disordini e dolore; il Sovrano decide dunque di renderlo un borghese facendolo entrare nel clan dei Minamoto (Gen 源) e di nominare erede legittimo il figlio di Kokiden.
All’Imperatore, ancora incapace di dimenticare l’amata scomparsa, giunge voce che una figlia del precedente reggente le somigli molto e la accoglie a Palazzo.
Il piccolo Genji, forse influenzato dai discorsi sulla somiglianza tra la Principessa e la madre perduta, si invaghisce di Fujitsubo.
Al compimento dei dodici anni Genji ha la sua cerimonia dell’Iniziazione, che fa di lui un adulto. Subito dopo viene celebrato, col favore dell’Imperatore, il fidanzamento tre il giovane e Aoi, di quattro anni più grande di lui, figlia del Ministro della Sinistra.
Genji, ora che è “uomo”, non può più frequentare gli appartamenti delle donne, e la mancanza dell’amata Fujitsubo diviene per lui una dolorosa ossessione.

COMMENTO

Questo primo capitolo è scritto in uno stile che mescola cronaca di Corte e fiaba, e presenta ancora un’ingenuità che sparirà nei successivi, dovuta all’influenza dei predecessori sul lavoro di Murasaki.
Appaiono già, però, temi che pervaderanno tutta l’opera: frequenti rimandi letterari e artistici a opere cinesi e giapponesi del passato, l’abitudine di comunicare tramite brevi poesie, l’assimilazione di aspetti naturali e delle stagioni allo stato d’animo dell’osservatore.
Un elemento che può rendere ostica la lettura oggi è l’abitudine di non chiamare mai le dame col proprio nome, ma di designarle in base all’appartamento in cui vivono – come nei casi di Kiritsubo e Fujitsubo -, a un attributo che le caratterizza, addirittura a un elemento naturale presente nel momento della loro prima apparizione sulla scena.
La figura dell’Imperatore mostra subito un aspetto caratteristico degli uomini del periodo Heian: si struggono apertamente, piangono, si disperano, senza che questo sia considerato eccessivo segno di debolezza – come potrebbe accadere nella società di oggi. I sentimenti sono vissuti in modo molto aperto, e ciò non influisce sulla virilità ma anzi è apprezzato segno di un animo sensibile.
La Corte, dove risiedono gli Abitanti delle Nuvole, è un luogo tanto pieno di lusso quanto insidioso: basta poco per attirare le invidie delle dame, per farsi dei nemici. La morte di Kiritsubo, esasperata dall’odio delle rivali, fa già intravedere una credenza legata al karma che successivamente troverà ampio spazio, ovvero che i sentimenti negativi rivolti ad una persona possano realmente influenzare il suo stato di salute, fino alle più tragiche conseguenze.
L’Imperatore, per scongiurare il rischio che anche il piccolo Principe debba subire lo stesso trattamento, lo abbassa al grado di borghese – provvedimento detto shinseki kôka 臣籍降下, lett. discesa all’anagrafe di suddito – facendolo membro del clan dei Minamoto (anche detti Gen; Genji significa “quello del clan Minamoto”). Una sua eventuale ascesa al trono non sarebbe infatti vista di buon occhio, essendo figlio di una dama di grado basso.
Genji vivrà comunque tra i più grandi privilegi, sia grazie alla predilezione del padre per lui che alla sua bellezza e alle sue innumerevoli virtù, che instilleranno sempre una naturale ammirazione nell’animo di chiunque gli stia vicino. Persino le dame che avevano tanto disprezzato la madre provano per lui simpatia e lo accolgono dietro la Regia Cortina, essendo egli ancora un bambino.
L’ingresso di Fujitsubo a Corte segna irrimediabilmente la vita di Genji: forse influenzato dai commenti che la vogliono molto simile alla madre se ne invaghisce.
A dodici anni ha luogo la cerimonia di Iniziazione, che gli apre l’ingresso al mondo degli adulti e, come capirà in seguito, anche al continuo vagheggiare una felicità perduta. Come “uomo”, infatti, non gli è più permesso di intrattenersi negli appartamenti delle dame, e quindi di incontrare l’amata.
A quell’epoca i matrimoni si contraevano in giovanissima età. Genji viene infatti promesso alla figlia del Ministro della Sinistra, Aoi, ammirata da tutti fuorché dal fidanzato, che continua a desiderare l’impossibile vicinanza di Fujitsubo.

CITAZIONI

E realmente molte persone di matura esperienza si dichiaravano meravigliate che una creatura simile fosse potuta nascere in quei tempi degeneri. (p. 9)

– Tra noi c’era un giuramento, che nessuno dei due avrebbe fatto da solo la strada che tutti finalmente dobbiamo percorrere. Come la lascio separarsi da me? – La dama lo udì e – Finalmente, – disse; – sebbene quel desiderato finalmente sia giunto, poiché vado sola, con quanta gioia vivrei! (p. 10)

L’Imperatore pareva pazzamente ossessionato dalla sua memoria non meno di quanto era stato dalla sua persona (p. 12)

Pensò alla poesia che dice che “le cose reali nell’ombra non sembrano più reali dei sogni”, e ai suoi desideri sarebbe bastata una sostanza incorporea come la vita sognata di quelle notti. (p. 12)

In realtà, l’amore che nella Sua saggezza Egli si è degnato di manifestarle (…) è stato più crudele che l’indifferenza. (p. 14)

“Proprio perché il tempo a noi concesso doveva essere così breve, forse era scritto ch’io cedessi senza lotta contro il Mio volere e il Mio giudizio a una passione così temeraria da far trasecolare gli uomini; passione sfrenata e veemente di quelle che toccano a chi è destinato a un’imminente separazione.” (p. 14)

Rimpiangeva senza posa che il fato non avesse loro consentito di mantenere il voto di cui parlavano mattina e sera – il voto che le loro vite fossero come le rondini gemelle che hanno in comune un’ala, come gli alberi gemelli che hanno in comune un ramo. (p. 17)

Poesie dal Capitolo 1

Capitolo 2

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